Escalation in Medio Oriente: raid Usa su Kharg, minacce dei Pasdaran contro Netanyahu
Trump ordina l’attacco all’isola iraniana da cui transita gran parte del petrolio di Teheran e chiede una missione navale internazionale nello Stretto di Hormuz. Teheran promette ritorsioni e minaccia Israele e gli Emirati. Parigi si offre per negoziati m
Nuova escalation in Medio Oriente dopo l’attacco statunitense contro l’isola iraniana di Kharg, snodo strategico per l’export petrolifero di Teheran. Secondo il comando militare americano, l’operazione avrebbe colpito circa 90 obiettivi militari, preservando tuttavia le principali infrastrutture utilizzate per il trasporto del greggio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l’azione un successo militare, invitando allo stesso tempo “gli altri Paesi coinvolti” a contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz inviando navi militari nella zona. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, diversi Stati avrebbero già manifestato la disponibilità a partecipare alla missione di protezione di uno dei passaggi marittimi più cruciali per il commercio energetico mondiale. La Francia, tuttavia, ha fatto sapere che la propria portaerei impegnata nell’area non cambierà posizione.
Dura la reazione dell’Iran. Le autorità di Teheran hanno minacciato ritorsioni dirette, dichiarando che potrebbero colpire terminal petroliferi e porti degli Emirati Arabi Uniti, considerati “obiettivi legittimi” in caso di ulteriore escalation. Nel frattempo, i Pasdaran hanno lanciato minacce esplicite contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Se è ancora vivo, lo braccheremo e lo uccideremo”, hanno dichiarato alcuni esponenti delle Guardie rivoluzionarie.
Trump ha inoltre dichiarato di non essere al momento pronto a un accordo con Teheran, nonostante segnali di apertura arrivati dalla Repubblica islamica. “I termini non sono ancora abbastanza buoni”, ha detto il presidente americano, aggiungendo di non avere informazioni certe sulla sorte di Mojtaba Khamenei, figura influente nell’establishment iraniano.
Sul fronte israeliano la tensione resta altissima. Durante la notte nuovi bombardamenti hanno colpito il territorio israeliano, causando almeno due feriti. Il governo di Tel Aviv, intanto, starebbe valutando un’operazione militare in Libano con l’obiettivo di smantellare le postazioni di Hezbollah lungo il confine settentrionale.
La comunità internazionale prova a evitare un’ulteriore escalation. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di voler “evitare il caos” nella regione e si è detto disponibile a ospitare negoziati a Parigi tra le parti coinvolte. Il governo francese, tuttavia, ha smentito le indiscrezioni su un possibile piano diplomatico che prevederebbe il riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Libano.
Intanto la situazione resta critica anche nei territori palestinesi. Secondo media locali, in Cisgiordania un’operazione dell’esercito israeliano avrebbe causato la morte di un’intera famiglia, tra cui due bambini, mentre altri due minori sarebbero rimasti feriti. L’episodio alimenta ulteriormente le tensioni in un contesto regionale sempre più instabile.