Energia, intesa vicina tra Italia e Ue sul "decreto bollette"
La Commissione europea conferma i progressi nelle trattative con Roma sulla misura per contenere l'impatto del gas sui prezzi della corrente
Un accordo di massima tra Italia e Commissione europea per ridurre l'impatto dei costi di produzione dell'energia elettrica da gas sul prezzo finale della corrente. È quanto si sta delineando dopo una serie di interlocuzioni tra Bruxelles e le autorità italiane, secondo quanto riferito da un portavoce della Commissione europea, che ha confermato le parole pronunciate in mattinata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"Siamo vicini a una soluzione compatibile con le norme dell'Ue, che consentirebbe di attuare la misura proposta, che di fatto ridurrebbe l'impatto dei costi della produzione di energia elettrica da gas sul prezzo complessivo dell'elettricità", ha spiegato il portavoce. Dopo "intense e costruttive discussioni" con le autorità italiane, ha aggiunto, si sta delineando un'intesa sugli elementi chiave necessari per applicare la misura nel rispetto delle regole comunitarie. L'accordo resta tuttavia subordinato alla conclusione delle discussioni tecniche.
Il confronto si inserisce nel quadro delle iniziative per contrastare il caro energia e sostenere la competitività delle imprese. "La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell'energia", aveva dichiarato Meloni in Parlamento, sottolineando che "nessuno può rispondere efficacemente da solo" e invocando una risposta coordinata e rapida a livello europeo. Per la premier, inoltre, le regole comunitarie "non possono aggravare la crisi".
Sul fronte energetico, la Commissione europea ha anche proposto di rinviare di un anno, al 2028, l'entrata in vigore dei vincoli sulle importazioni di gas, petrolio e carbone previsti dal regolamento sulle emissioni di metano. La misura punta a evitare ulteriori pressioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto geopolitico caratterizzato da forti tensioni.
La proposta dovrà ora essere approvata formalmente dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. Bruxelles assicura che il rinvio non modificherà l'ambizione né l'integrità degli impegni dell'Unione europea per la riduzione delle emissioni di metano.