Energia, Descalzi (Eni): "Sospendere l'Ets fino a una soluzione delle crisi internazionali"
L'amministratore delegato del gruppo energetico chiede una pausa al sistema europeo di scambio delle emissioni per sostenere l'industria. "È una gabella troppo cara per la nostra industria"
Sospendere il sistema europeo di scambio delle emissioni, almeno fino a quando non sarà trovata una soluzione alle crisi internazionali, dalla guerra russo-ucraina al conflitto nel Golfo. È la posizione espressa dall'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, intervenuto a Milano durante il Green & Net Zero Talk.
"Con queste crisi energetiche credo che l'Ets debba essere sospeso fino a che non si trovi una quadra nella guerra russo-ucraina e nella guerra del Golfo. L'ho già detto ma non lo dico solo io, lo dice anche il nostro primo ministro", ha dichiarato Descalzi.
Il manager ha definito l'Ets, il sistema europeo che regola lo scambio delle quote di emissione di gas serra, "una gabella troppo cara per la nostra industria", sottolineando come il meccanismo incida non soltanto sul settore automotive, ma anche su comparti come cartiere, acciaierie e cementifici.
Descalzi ha inoltre richiamato la necessità di rivedere le regole europee per favorire il rilancio delle raffinerie. "L'Europa, visto che Von der Leyen ha detto che bisogna trovare il modo per rinvigorire o rivitalizzare le raffinerie, deve riuscire ad ammetterle nella tassonomia per togliere le tasse e avere vincoli meno duri in termini di emissioni", ha affermato.
L'obiettivo, secondo l'ad di Eni, è offrire agli investitori condizioni più favorevoli e certezze sufficienti a sostenere progetti industriali nel lungo periodo. "Bisogna convincere chi investirà nelle raffinazioni che si sta facendo sul serio in Europa. Ci vuole un progetto di lungo respiro e investire nelle raffinerie per i prossimi 15-20 anni", ha concluso.