El Koudri non risponde ai pm: nessun segno di jihadismo, prevale l’ipotesi del disagio psichiatrico
Il 31enne residente a Ravarino si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti alla Procura di Modena. Nei dispositivi elettronici non emergono elementi di radicalizzazione islamista
Salim El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio svolto ieri sera davanti al procuratore di Modena Luca Masini e al pm di turno. Il 31enne, originario della provincia di Bergamo e residente a Ravarino, è assistito dall’avvocato d’ufficio Francesco Cottafava.
L’uomo è accusato di strage e lesioni aggravate. All’inizio della prossima settimana è prevista l’udienza per la convalida del fermo.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti investigativi sui dispositivi elettronici sequestrati all’indagato. Secondo quanto emerso finora, non sarebbero stati trovati elementi riconducibili a percorsi di radicalizzazione o a contatti con ambienti jihadisti.
Anche i contenuti social precedentemente bloccati da Meta non avrebbero presentato riferimenti all’estremismo islamico o alla propaganda terroristica.
Alla luce degli elementi raccolti fino a questo momento, l’ipotesi investigativa che al momento appare prevalente è quella di un grave disagio psichiatrico alla base del gesto contestato al 31enne.