È morto Federico l'Olandese Volante, storico dj e voce simbolo delle radio libere italiane

Aveva 76 anni. Da Radio Montecarlo a Rtl 102.5, ha segnato un'epoca della radiofonia italiana con la sua voce e la passione per il rock

09 ottobre 2026 15:53
È morto Federico l'Olandese Volante, storico dj e voce simbolo delle radio libere italiane - Foto Ansa
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È morto a 76 anni a Monopoli, in Puglia, Frederik Van Stegeren, conosciuto da tutti come Federico l'Olandese Volante. Storico dj, conduttore e produttore, è stato una delle voci più riconoscibili della radiofonia italiana, protagonista di una carriera che dagli esordi nelle radio libere è arrivata fino alle grandi emittenti nazionali. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo della radio. Poche ore prima, il collega Fernando Proce aveva raccontato sui social del suo ricovero nel reparto di terapia intensiva. Con lui Federico aveva condiviso a lungo il microfono di Rtl 102.5, consolidando un legame professionale e umano con una delle realtà più importanti della radio italiana.
Dagli esordi a Radio Montecarlo alle grandi emittenti

Nato a Deventer, nei Paesi Bassi, il 19 aprile 1950, da genitori olandesi, Frederik Van Stegeren aveva trascorso gran parte dell'infanzia in Italia. La sua storia professionale è iniziata nel clima di fermento delle radio libere, quando le frequenze rappresentavano una nuova frontiera per la musica e la comunicazione. Nel 1972 arrivò a Radio Montecarlo, emittente destinata a diventare uno dei punti di riferimento per generazioni di ascoltatori. Da lì prese forma una carriera lunga e ricca di esperienze, che lo portò a lavorare con Rtl 102.5, R101, Radio 105, Rai Radio2 e Radio Norba. La sua voce potente, il timbro inconfondibile e la profonda conoscenza del rock lo resero un protagonista riconoscibile della radio italiana. Per il pubblico non era soltanto un presentatore, ma un interprete di un modo di fare radio capace di unire musica, personalità e libertà espressiva.
La stagione delle radio libere e il mito delle emittenti offshore

Prima di conquistare il pubblico italiano, Federico aveva conosciuto da vicino il mondo delle radio offshore del Mare del Nord. Erano emittenti che trasmettevano da imbarcazioni al largo delle coste, sfidando i monopoli radiofonici nazionali e contribuendo a diffondere nuovi linguaggi musicali. Tra le esperienze che lo avevano segnato c'era quella di Radio Veronica, una realtà entrata nella storia della radiodiffusione europea. Un universo di dj, musica e sperimentazione che avrebbe influenzato profondamente il suo stile.
Nel libro Il Principato - Storie di radio e rock'n'roll, pubblicato dieci anni fa, Federico aveva raccontato quel percorso, dalle prime esperienze sulle coste inglesi fino all'approdo a Montecarlo grazie a Noel Coutisson. Nel Principato trovò anche un maestro in Herbert Pagani, chansonnier e voce storica dell'emittente.
Quella stagione contribuì a costruire un modello radiofonico nuovo, capace di superare i confini nazionali e di influenzare i giovani attraverso scelte musicali originali e una comunicazione diretta. Un'eredità ricordata anche da Carlo Conti, che ha sottolineato il ruolo della musica trasmessa da Rmc nella formazione dei primi dj delle radio libere italiane. Anche Linus ha ricordato il fascino esercitato da quelle trasmissioni sugli ascoltatori degli anni Settanta: «Per noi ragazzi degli anni Settanta, niente era più esotico di una radio in Am». Un mondo fatto di lingue, sonorità e segnali che arrivavano da lontano, capace di alimentare l'immaginazione di un'intera generazione.
Dalla televisione alla musica, passando per la Band of Jocks

La carriera di Federico non si è limitata alla radio. Negli anni è stato anche conduttore televisivo di Popcorn, ha fatto parte della Band of Jocks nei primi anni Ottanta e si è cimentato nella produzione musicale. Tra i suoi lavori figura Wojtyla disco dance, brano che ottenne successo anche in Spagna e in Sud America. Un'esperienza che testimonia la sua capacità di muoversi tra diversi linguaggi dello spettacolo, mantenendo sempre un legame forte con la musica. Alla passione per il rock e per la comunicazione aveva affiancato anche la scrittura, raccontando nei suoi libri gli anni pionieristici delle radio libere e i protagonisti di una stagione irripetibile. Attraverso i suoi ricordi aveva contribuito a conservare la memoria di un periodo in cui trasmettere musica significava spesso sperimentare, rompere gli schemi e inventare nuove forme di intrattenimento.

Il ritorno in radio e il trasferimento in Tunisia

Negli ultimi anni Federico aveva continuato a coltivare il proprio rapporto con il mondo radiofonico. Dopo l'esperienza a Radio Norba, nel dicembre di due anni fa aveva annunciato il trasferimento ad Hammamet, in Tunisia, senza però chiudere definitivamente con la sua professione. Nel 2025 era tornato a farsi ascoltare su Rtl 102.5, con un'ospitata a The Flight, il programma che aveva rappresentato uno dei momenti più significativi della sua carriera. Aveva inoltre partecipato ad approfondimenti su Radiofreccia, confermando il legame con quel mondo che lo aveva accompagnato per oltre mezzo secolo. Il suo percorso attraversa così diverse stagioni della comunicazione italiana: dalle radio offshore alle emittenti private, dall'esplosione delle radio libere alla radiofonia contemporanea. Un itinerario professionale che ha lasciato un segno nella memoria di ascoltatori, colleghi e appassionati di musica.
L'ultimo saluto della famiglia

A ricordarlo con parole commosse sono stati anche i familiari, che sui social hanno annunciato la veglia presso il cimitero di Conversano, in programma dalle 15 alle 17.30 e, il giorno successivo, dalle 8 alle 12. La cerimonia funebre, secondo quanto comunicato dalla famiglia, si terrà a Milano la prossima settimana; la data è ancora da definire. «The show must go on», hanno scritto i familiari, richiamando una frase che appartiene al linguaggio dello spettacolo e che assume oggi un significato particolare per chi ha dedicato la vita alla radio. I figli hanno ricordato soprattutto la sua personalità indipendente, difficile da imbrigliare, e la libertà come tratto distintivo del suo modo di essere. Per loro, prima ancora del dj e del personaggio pubblico, Federico era un padre unico e inimitabile. La sua voce continuerà a vivere nei ricordi di chi lo ha ascoltato, nelle trasmissioni che hanno accompagnato intere generazioni e nella storia delle radio libere italiane. Un'eredità fatta di musica, parole e frequenze che hanno contribuito a cambiare il modo di ascoltare la radio.


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