Dossier per ricatti, l’ombra della “Squadra Fiore”
Sequestrati migliaia di documenti e telefoni: per i pm l’obiettivo era condizionare politica e affari
I dossier prodotti dalla presunta centrale di spionaggio riconducibile alla Squadra Fiore sarebbero stati utilizzati per “ricatti su commissione” e per tentare di influenzare settori della politica e dell’imprenditoria. È la convinzione dei magistrati della Procura di Roma, che nelle ultime ore hanno disposto un ampio sequestro di materiale informatico e cartaceo.
Gli inquirenti hanno acquisito migliaia di documenti, tra server, file e archivi fisici, che ora saranno sottoposti a un’analisi approfondita insieme ai telefoni cellulari sequestrati agli undici indagati. Tra questi figurano l’ex numero due del Dis Giuseppe Del Deo e l’imprenditore Carmine Saladino, già coinvolto in altri filoni dell’inchiesta.
Secondo l’accusa, la rete avrebbe raccolto informazioni sensibili su persone e ambienti strategici, confezionando dossier destinati a essere utilizzati come strumenti di pressione. Il lavoro degli investigatori punta ora a ricostruire la catena di comando, verificare eventuali mandanti e soprattutto individuare le vittime dello spionaggio illecito, che potrebbero essere numerose.
L’indagine prosegue nel massimo riserbo, mentre gli specialisti stanno iniziando a esaminare il materiale sequestrato per delineare la reale portata dell’attività clandestina attribuita al gruppo.