Dopo Glovo tocca a Deliveroo: commissariata per caporalato. “Rider sfruttati e sottopagati, lavoravano 11 ore al giorno”
La Procura di Milano dispone il controllo giudiziario: fino a 20.000 ciclofattorini coinvolti. Indagata Deliveroo Italy e l’amministratore unico Andrea Giuseppe Zocchi
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario di Deliveroo Italy srl, colosso del food delivery, con l’accusa di caporalato ai danni dei rider. Il provvedimento, ora al vaglio del gip, arriva a pochi giorni di distanza dall’analogo intervento nei confronti di Foodinho, società milanese del gruppo spagnolo Glovo. Lo riporta la stampa nazionale.
Secondo l’inchiesta coordinata dal pm Paolo Storari, il sistema di gestione dei ciclofattorini avrebbe prodotto condizioni di sfruttamento “perpetrate da anni”, coinvolgendo fino a 20.000 lavoratori. Le indagini contestano turni massacranti, paghe irrisorie e un’organizzazione del lavoro che avrebbe costretto molti rider a pedalare anche 11 ore al giorno, sette giorni su sette, per compensi “in alcuni casi inferiori fino al 90% rispetto alla soglia di povertà collettiva”.
Nel registro degli indagati figurano la società Deliveroo Italy srl, con sede a Milano, e l’amministratore unico Andrea Giuseppe Zocchi. Gli inquirenti ipotizzano un sistema di reclutamento e gestione dei lavoratori basato su intermediari e meccanismi di pressione che avrebbero di fatto impedito ai rider di rifiutare le consegne o di autodeterminare i propri orari.
Il controllo giudiziario, misura già applicata lo scorso 19 febbraio a Foodinho-Glovo, punta a garantire la continuità del servizio correggendo al tempo stesso le presunte irregolarità nella gestione del personale. Un intervento che segna un nuovo capitolo nella lunga battaglia legale e sociale sul lavoro nel settore del delivery, da anni al centro di polemiche per condizioni contrattuali e tutele giudicate insufficienti.