Dialogo dopo il referendum, governo e magistrati riaprono il confronto
Il viceministro Sisto: «Ripartire subito con interventi mirati». L’Anm apre al dialogo e indica le priorità: organici, digitalizzazione e condizioni carcerarie
Riprende il dialogo tra governo e magistratura dopo il referendum sulla giustizia. Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto invita a riavviare immediatamente il confronto, puntando su interventi «chirurgici» e non su riforme strutturali di ampia portata. «Penso sia necessario partire subito – spiega –. Servono piccoli interventi mirati, sia sul processo penale sia su quello civile».
L’Associazione nazionale magistrati accoglie l’apertura e si dice disponibile a un tavolo di confronto. Il nuovo presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia Tango, elenca le urgenze che la categoria ritiene non più rinviabili: la stabilizzazione dell’esperienza dell’Ufficio per il processo, l’imminente entrata in vigore della riforma sul gip collegiale, il rafforzamento della digitalizzazione, l’adeguamento delle piante organiche e il miglioramento delle condizioni nelle carceri, definite «disumane».
Il clima, dopo settimane di tensioni, sembra dunque orientato verso una ripresa del dialogo istituzionale. Resta ora da capire se le aperture reciproche si tradurranno in un percorso condiviso di interventi concreti.