Deficit/Pil al 3,1%: l’Italia resta sotto osservazione Ue

Approvato il Documento di finanza pubblica: crescita rivista al ribasso per il 2026 e 2027

A cura di Glauco Valentini Redazione
22 aprile 2026 15:20
Deficit/Pil al 3,1%: l’Italia resta sotto osservazione Ue -
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Il rapporto deficit/Pil dell’Italia si attesta al 3,1% nel 2025, in miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024, ma ancora al di sopra della soglia del 3% fissata dalle regole europee. È quanto emerge dalle ultime stime diffuse da Eurostat, che di fatto allontanano, almeno per il momento, l’uscita del Paese dalla procedura per disavanzo eccessivo.

La questione sarà al centro delle valutazioni della Commissione europea all’inizio di giugno, nell’ambito del Semestre europeo. Nonostante il lieve miglioramento dei conti pubblici, l’Italia resta tra i Paesi sotto osservazione, insieme ad altri dieci Stati membri che continuano a superare il limite previsto.

Tra i disavanzi più elevati nell’Unione figurano Romania (-7,9%), Polonia (-7,3%), Belgio (-5,2%) e Francia (-5,1%), evidenziando un quadro generale ancora complesso per le finanze pubbliche europee.

Ulteriori segnali arrivano anche dall’Istat, che conferma l’aumento del debito pubblico italiano, salito al 137,1% del Pil, con un incremento di 2,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un dato che continua a rappresentare una delle principali criticità strutturali dell’economia nazionale.

Nel frattempo, il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica (Dfp), aggiornando le prospettive macroeconomiche. Le stime di crescita risultano riviste al ribasso: il Pil è previsto in aumento dello 0,6% sia nel 2026 sia nel 2027, segnalando un rallentamento rispetto alle previsioni precedenti.

Sul tema è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando come, nel contesto attuale, il peso della procedura per deficit eccessivo sia relativo: «In tempi di guerra, la procedura per deficit eccessivo importa di meno», ha dichiarato.

Resta tuttavia aperta la sfida per il governo italiano: conciliare il sostegno alla crescita economica con la necessità di riportare sotto controllo i conti pubblici, in un contesto europeo ancora segnato da incertezza e tensioni geopolitiche.

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