Deficit al 3,1% e crescita ferma allo 0,5%: l’Italia rinvia l’uscita dalla procedura Ue
Debito in aumento al 137,1% del Pil. Giorgetti: “Colpo di coda del superbonus”. Bruxelles: “Valuteremo sui dati consuntivi”. Partenza forte per il nuovo Btp Valore
L’economia italiana chiude il 2025 con una crescita del Pil pari allo 0,5%, un ritmo debole che si accompagna a un miglioramento solo parziale dei conti pubblici. Il deficit scende al 3,1% del Pil, in calo rispetto al 3,4% registrato nel 2024, ma resta comunque sopra la soglia che avrebbe consentito l’uscita dalla procedura d’infrazione europea, ora rinviata.
Sul fronte del debito, invece, la dinamica è opposta: il rapporto debito/Pil sale al 137,1%, contro il 134,7% dell’anno precedente. Aumenta anche la pressione fiscale, che raggiunge il 43,1% del Pil, in crescita rispetto al 42,4% del 2024.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti attribuisce il peggioramento di alcuni indicatori al “colpo di coda del superbonus”, mentre da Bruxelles arriva una prima reazione prudente: “Valuteremo il deficit dell’Italia sulla base dei dati consuntivi. Prendiamo atto del dato preliminare”, fa sapere la Commissione.
Intanto, sul mercato dei titoli di Stato, debutto molto positivo per la nuova emissione del Btp Valore: nella prima giornata di collocamento sono stati raccolti 6,04 miliardi di euro, superando i 5,4 miliardi dell’edizione di ottobre. L’offerta, caratterizzata da rendimenti crescenti e premio fedeltà, resterà aperta fino a venerdì alle 13.