Dal Canada all’Alaska a piedi con il cane, muore a 29 anni nelle acque del fiume a un passo dal traguardo
Il fedele Malamute Togo, sopravvissuto, ha atteso a lungo sulla riva
Si è trasformata in tragedia, a un soffio dal traguardo, la traversata a piedi del Canada settentrionale verso l’Alaska dell’esploratore norvegese Steffen Skjottelvik, 29 anni. Il giovane è morto annegato nelle acque del fiume Hayes, nel Manitoba, a metà agosto 2025, travolto dalla forza della corrente.
Dopo aver percorso circa 300 chilometri tra Peawanuck e York Factory, Skjottelvik era ormai vicino alla fine di una delle tappe più dure. Il suo ultimo segnale risale al 14 agosto; il giorno seguente avrebbe dovuto raggiungere la meta, ma non è mai arrivato. Il corpo è stato individuato il 24 agosto, dopo giorni di ricerche con soccorritori, elicotteri e comunità locali.
Nelle stesse ore Togo, il Malamute che gli era accanto da quasi dieci anni, è riuscito a raggiungere la sponda. Stremato e coperto di fango, si è liberato da una bisaccia incastrata tra le radici mordendo una cinghia, poi si è fermato ad aspettare il padrone, che non sarebbe più tornato.
Il viaggio era iniziato nell’aprile 2023 da Moosonee, in Ontario, con l’idea di vivere lontano dalle convenzioni moderne, tra maltempo, insetti, fatica e la presenza di lupi e orsi polari. I cani erano per lui una famiglia: con loro divideva pasti, riposo sotto le pelli di caribù e fatiche, e Togo era il suo migliore amico.
La vicenda è ricostruita in un’inchiesta multimediale di Blair Braverman per il New York Times Magazine, basata sui diari digitali e su oltre 30 ore di filmati inediti girati dallo stesso Skjottelvik. Ne emerge il ritratto di un uomo consapevole delle proprie scelte e determinato a mettersi alla prova, in un ambiente dove anche l’esperienza non basta ad azzerare il rischio.