Cuffie rubate per 14 euro, confermata la condanna a 27 anni: per l'omicida si apre la via della giustizia riparativa
La Corte d'Assise d'appello di Milano, dopo la condanna a 27 anni, apre un percorso di recupero per il 21enne. Contraria la famiglia della vittima
Confermata la condanna, si apre ora un nuovo capitolo giudiziario per Daniele Rezza, il 21enne che nel 2024 uccise con una coltellata al cuore Manuel Mastrapasqua, 31 anni, per rubargli un paio di cuffie wireless del valore di 14 euro.
Lo scorso 20 luglio la Corte d'Assise d'appello di Milano ha confermato la pena di 27 anni di reclusione nei confronti del giovane. Nelle stesse motivazioni, però, i giudici hanno disposto l'ammissione di Rezza a un percorso di giustizia riparativa, definendolo "l'ultima opportunità istituzionale" per "tentare un suo effettivo recupero sociale".
Nel documento la Corte sottolinea come il condannato sia "tuttora incapace di assumersi, appieno e sino in fondo, le proprie responsabilità", riconoscendo dunque la necessità di un percorso che lo accompagni verso una piena consapevolezza del gesto commesso.
La decisione arriva nonostante la contrarietà della famiglia della vittima, che ha espresso quella che gli stessi giudici definiscono una "chiusura umanamente comprensibile" di fronte all'ipotesi di un percorso riparativo per l'omicida del loro congiunto.
Il caso, che aveva scosso l'opinione pubblica per la sproporzione tra il futile movente – il furto di un oggetto di scarso valore – e la brutalità del gesto, torna così al centro dell'attenzione con questo ulteriore sviluppo giudiziario.