Crollano i titoli tecnologici, borse in rosso da Asia a Europa: Nvidia trascina il settore al ribasso
Le vendite sul comparto high tech partite da Wall Street si propagano ai mercati globali
Giornata difficile per i mercati finanziari internazionali, colpiti da una nuova ondata di vendite che ha investito il settore tecnologico. Le tensioni, partite dagli Stati Uniti, si sono rapidamente propagate alle piazze asiatiche ed europee, alimentando timori tra gli investitori sul futuro del comparto che negli ultimi anni ha trainato la crescita dei listini mondiali.
A registrare il calo più marcato è stata la Borsa di Seul, che ha chiuso con una perdita superiore al 9%, penalizzata dal forte ridimensionamento delle valutazioni delle società legate ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale.
In Europa le perdite sono state più contenute ma diffuse. Piazza Affari ha indossato la maglia nera tra i principali listini del continente, zavorrata soprattutto dal crollo di STMicroelectronics, che ha lasciato sul terreno l’8,4%. Francoforte ha chiuso in ribasso dello 0,98%, Parigi dello 0,7%, Madrid dello 0,3%, mentre Londra è riuscita a limitare le perdite allo 0,09%.
Anche Wall Street ha aperto in territorio negativo. Il Nasdaq, l’indice più esposto ai titoli tecnologici, ha ceduto inizialmente il 2,33%, per poi tentare un recupero nel corso della seduta. Restano comunque sotto pressione i grandi nomi del comparto: tra questi Nvidia, uno dei simboli del boom dell’intelligenza artificiale, che perde circa il 2,9%.
Gli investitori guardano con attenzione all’evoluzione del settore high tech, che negli ultimi mesi ha raggiunto valutazioni molto elevate grazie alle aspettative legate all’intelligenza artificiale e alla domanda di chip avanzati. Proprio queste quotazioni record stanno ora favorendo prese di profitto e movimenti correttivi che si riflettono sull’intero mercato azionario.
La volatilità resta elevata e gli operatori attendono i prossimi dati economici e le indicazioni delle banche centrali per capire se il ribasso rappresenti una semplice fase di assestamento o l’inizio di una correzione più profonda dei mercati.