Crisi in Medio Oriente affonda le Borse europee: carburanti in forte rialzo, diesel ai massimi da un anno
Tensioni dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran: mercati in calo, Brent in impennata. Intanto l’Italia chiude il 2025 con Pil a +0,5%
Le Borse europee chiudono in rosso, appesantite dall’escalation in Medio Oriente seguita all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La crescente instabilità nell’area alimenta i timori per una possibile chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale.
La debolezza non risparmia i listini asiatici, anch’essi penalizzati dall’incertezza geopolitica e dal rischio di interruzioni nelle forniture energetiche.
Intanto il prezzo del petrolio vola: il Brent registra un balzo dell’8,28% e raggiunge quota 78,80 dollari al barile. In forte rialzo anche i carburanti, con il diesel che tocca il livello più alto degli ultimi dodici mesi.
I conti dell’Italia: Pil in crescita, deficit in calo, debito in aumento
Sul fronte macroeconomico, l’Italia archivia il 2025 con una crescita del Pil pari allo 0,5%, un dato moderato ma in linea con le attese.
Il deficit scende al 3,1% del Pil, migliorando rispetto al 3,4% registrato nel 2024. Aumenta invece il debito pubblico, che sale al 137,1%, contro il 134,7% dell’anno precedente.
In rialzo anche la pressione fiscale, che raggiunge il 43,1% del Pil, superando la soglia del 43% e segnando un incremento rispetto al 42,4% del 2024.