Crisi in Iran, vertice a Palazzo Chigi: mercati in caduta e gas ai massimi dal 2022
Il governo convoca Eni e Snam per valutare sicurezza degli italiani e impatto economico del conflitto. Borse europee in rosso, materie prime in forte rialzo
Il governo ha riunito a Palazzo Chigi ministri e vertici delle principali aziende energetiche italiane per fare il punto sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente e sulle conseguenze del conflitto in Iran. Al primo incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Al centro del confronto, le misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, con quello che Palazzo Chigi definisce il “massimo impegno dell’esecutivo”.
Una seconda riunione ha coinvolto Eni e Snam per analizzare l’impatto del conflitto sui mercati energetici e valutare “possibili azioni di mitigazione” nel breve e medio periodo. L’escalation militare e le tensioni nello stretto di Hormuz continuano infatti a destabilizzare le piazze finanziarie e a spingere al rialzo i prezzi delle materie prime.
Le Borse europee hanno chiuso una giornata pesantemente negativa: Madrid è la peggiore con un -4,5%, seguita da Milano (-3,9%), Francoforte (-3,7%), Parigi (-2,9%) e Londra (-2,6%). Il gas europeo registra un balzo del 33,5% a 59,38 euro al megawattora, dopo aver superato la soglia dei 60 euro, toccando i livelli più alti dal 2022.