GIUSTIZIA E POLITICA

Cortei, i penalisti contro la linea repressiva: "Non è la strada giusta"

Il presidente dell'Unione Camere Penali Italiane, Francesco Petrelli, critica perquisizioni e fermi dopo le manifestazioni

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 ottobre 2026 15:22
Cortei, i penalisti contro la linea repressiva: "Non è la strada giusta" -  © eikon
© eikon
Condividi

I penalisti italiani criticano l'approccio repressivo adottato dopo gli scontri durante le manifestazioni e mettono in guardia dal rischio di interventi legislativi in contrasto con i principi costituzionali.

A esprimere la posizione dell'Unione Camere Penali Italiane è il presidente Francesco Petrelli, intervenuto dopo le perquisizioni e i fermi effettuati in seguito ai cortei, provvedimenti che hanno riguardato anche minorenni.

«Non credo che sia la strada giusta da seguire, sia sotto il profilo della risposta giudiziaria sia sotto quello dell'introduzione di nuove norme che entrano in tensione con principi costituzionali della determinatezza e della personalità della responsabilità penale», ha dichiarato Petrelli all'ANSA.

Secondo il presidente dei penalisti, la risposta delle istituzioni ai comportamenti illegali deve rispettare criteri di proporzionalità e non trasformarsi in un intervento finalizzato principalmente a mostrare fermezza.

«La risposta ai fenomeni devianti deve essere proporzionata», ha sottolineato, definendo quella adottata in questo caso una risposta anche simbolica, orientata a «mostrare la muscolarità».

Le dichiarazioni riaccendono il confronto sul rapporto tra sicurezza pubblica, gestione dell'ordine durante le manifestazioni e tutela del diritto di protesta. Il tema resta quello di individuare strumenti efficaci contro gli episodi violenti senza compromettere le garanzie previste dall'ordinamento costituzionale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma