Certificati anti-Cpr, perquisiti 23 medici: indagine anche a Rimini

Gli investigatori hanno acquisito computer, telefoni e altra documentazione nelle abitazioni e nei veicoli dei medici coinvolti

A cura di Redazione Redazione
17 settembre 2026 06:34
Certificati anti-Cpr, perquisiti 23 medici: indagine anche a Rimini -
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La Procura di Ravenna allarga l’inchiesta sui presunti falsi certificati di inidoneità sanitaria rilasciati a stranieri destinati ai Cpr. La Squadra Mobile ha eseguito perquisizioni nei confronti di 23 medici in nove città italiane, tra cui Rimini, Bologna, Bari, Ferrara, Milano, Roma, Firenze, Livorno e Biella.

Tra gli indagati c’è Nicola Cocco, medico referente della Società italiana di medicina delle migrazioni, accusato di essere il presunto «promotore e organizzatore» di un’associazione finalizzata, secondo la Procura, alla commissione di falsi ideologici.

Gli investigatori hanno acquisito computer, telefoni e altra documentazione nelle abitazioni e nei veicoli dei medici coinvolti. L’indagine, partita da otto infettivologi dell’ospedale di Ravenna, si sarebbe estesa attraverso l’analisi di chat e contatti alla cosiddetta rete “No Cpr”, arrivando a professionisti di diversi ospedali italiani.

A Rimini sono due i medici interessati dal nuovo provvedimento. L’ipotesi investigativa è che la rete avesse una gestione organizzata per la produzione e la raccolta dei certificati di inidoneità.

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