Cappato, il gip archivia: “Nessun aiuto al suicidio. Era accanimento terapeutico”

La decisione si fonda sulla recente sentenza della Consulta: per Elena e Romano non c’erano alternative terapeutiche proporzionate

A cura di Glauco Valentini Redazione
11 marzo 2026 15:28
Cappato, il gip archivia: “Nessun aiuto al suicidio. Era accanimento terapeutico” - Marco Cappato © Ansa
Marco Cappato © Ansa
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La giudice per le indagini preliminari di Milano, Sara Cipolla, ha disposto l’archiviazione delle inchieste per aiuto al suicidio nei confronti di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. La decisione accoglie la richiesta della Procura e si basa su una recente sentenza della Corte costituzionale del 2025, che ha ulteriormente chiarito i confini di liceità nell’ambito del fine vita.

Cappato si era autodenunciato nel 2022 dopo aver accompagnato due persone alla clinica “Dignitas” di Zurigo per il suicidio assistito: Elena, 69 anni, veneta, malata terminale di cancro, e Romano, 82 anni, ex giornalista e pubblicitario, affetto da una forma grave e invalidante di Parkinson. In entrambi i casi, secondo quanto riconosciuto dalla gip, il trattamento di sostegno vitale a cui erano sottoposti rientrava nella definizione di “accanimento terapeutico”.

La magistrata ha ritenuto che le condizioni dei due pazienti soddisfacessero i requisiti individuati dalla Consulta: sofferenze irreversibili, impossibilità di accedere a cure proporzionate e volontà libera e consapevole di porre fine alla propria vita. In questo quadro, l’accompagnamento di Cappato non costituisce reato.

La decisione rappresenta un nuovo tassello nel complesso percorso giuridico e sociale sul fine vita in Italia, tema su cui l’Associazione Luca Coscioni continua a chiedere una legge chiara che garantisca diritti e tutele uniformi su tutto il territorio nazionale.

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