Camera divisa sulle preferenze, il governo scioglie il nodo Consob
Oggi in Cdm il via libera a Guido Stazi per la presidenza dell'authority di Borsa. Sul tavolo anche il ddl Sicurezza con una nuova stretta anti-maranza
Giornata intensa sul fronte politico-istituzionale. Alla Camera riprende oggi l'esame della riforma della legge elettorale, con il centrodestra ancora spaccato sul nodo delle preferenze: un accordo è stato raggiunto sul voto dei fuorisede, ma la maggioranza resta divisa sul tema delle preferenze. Le posizioni vengono descritte come cristallizzate, con Fratelli d'Italia favorevole all'introduzione delle preferenze e Lega e Forza Italia contrarie, tanto che non è escluso un voto palese in Aula, ipotesi che metterebbe in evidenza le divisioni sia nella maggioranza che nelle opposizioni. Nelle ultime ore si è fatta strada un'ipotesi di mediazione basata su un doppio binario, con capolista scelto dai partiti e alcune preferenze lasciate agli elettori.
Diverso il quadro sul fronte Consob: il nodo della presidenza, rimasto aperto per mesi, si è sciolto nella serata di ieri. Il nuovo presidente sarà Guido Stazi, economista e segretario generale dell'Antitrust dal 2022, con un passato anche come segretario generale della stessa Consob tra il 2013 e il 2017. La nomina arriva oggi con il via libera del Consiglio dei ministri, dopo oltre quattro mesi in cui la casella era rimasta vacante dopo la scadenza del mandato del presidente Paolo Savona.
Sul tavolo della riunione dei ministri a Palazzo Chigi torna infine il ddl Sicurezza. Tra le ipotesi allo studio c'è l'estensione anche alla polizia locale della possibilità di effettuare il fermo preventivo, lo strumento che consente alle forze dell'ordine di trattenere una persona fino a 12 ore in presenza di un pericolo attuale e concreto per l'ordine e la sicurezza pubblica, senza dover attendere l'autorizzazione preventiva di un giudice. Una misura pensata soprattutto per contrastare i fenomeni legati alle cosiddette "baby gang" e al mondo maranza, che si aggiungerebbe alle norme già introdotte con il decreto sicurezza approvato lo scorso febbraio.