Camera approva la fiducia al decreto Sicurezza tra polemiche e tensioni istituzionali
Governo avanti tra rilievi del Quirinale e scontro con le opposizioni. Eurostat conferma deficit Italia al 3,1%, Nordio: “Nessun passo indietro”
La Camera ha approvato la fiducia al decreto Sicurezza voluto dal governo Meloni, nonostante le forti critiche delle opposizioni e i rilievi del Quirinale su alcune norme, in particolare quella sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri.
La premier Giorgia Meloni ha difeso il provvedimento come “di buon senso”, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiarito che non si tratta di un arretramento ma di una “rimodulazione” tecnica.
In Aula tensione alta: il centrosinistra accusa il governo di comprimere il ruolo del Parlamento e di forzare i tempi di conversione del decreto. Elly Schlein parla di “confusione della maggioranza”, mentre Giuseppe Conte denuncia una norma “incompatibile con la cultura democratica”, evocando uno snaturamento del ruolo dell’avvocato.
Durissimo anche l’intervento del PD Matteo Mauri, che ha accusato il governo di derivare verso una “Fattoria degli animali” orwelliana, denunciando compressione delle prerogative parlamentari e uso eccessivo della logica repressiva.
Durante la seduta si sono registrati momenti di tensione con l’occupazione dei banchi del governo e sospensioni dei lavori.