Bufera sul via libera USA al petrolio russo
L’UE attacca Trump: “La revoca delle sanzioni mette a rischio la sicurezza europea”
La decisione degli Stati Uniti di sospendere per 30 giorni le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo “attualmente bloccato in mare” apre un fronte diplomatico con l’Unione Europea. La deroga, secondo stime citate da Reuters, riguarderebbe circa 100 milioni di barili, pari a quasi un giorno di produzione mondiale. Un volume che, se immesso rapidamente sul mercato, potrebbe incidere sui prezzi globali dell’energia.
Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, definisce la mossa americana “unilaterale” e avverte che essa “incide sulla sicurezza europea”, sottolineando come l’allentamento delle restrizioni rischi di indebolire la strategia comune di pressione economica su Mosca. Sulla stessa linea anche Londra, che conferma il mantenimento delle proprie sanzioni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky critica duramente la scelta di Washington, sostenendo che la revoca “non aiuta la pace” e rischia di rafforzare la capacità bellica russa. “Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti negoziati seri per una pace giusta”, ribadisce Costa, aggiungendo che ogni indebolimento del regime sanzionatorio “aumenta le risorse a disposizione della Russia per condurre la guerra di aggressione contro l’Ucraina”.
Di segno opposto la reazione di Mosca, che accoglie con favore la decisione statunitense. “È impossibile stabilizzare il mercato dell’energia senza la Russia”, afferma il Cremlino, interpretando la deroga come un riconoscimento implicito del proprio peso strategico.
Intanto il mercato reagisce immediatamente: a New York il prezzo del greggio frena, segnando un calo del 2,71% e attestandosi a 93,14 dollari al barile.