Borse asiatiche in picchiata: terzo giorno di vendite, yen debole sul dollaro
Fuga degli investitori dai listini orientali per i timori legati alla guerra in Medio Oriente e al caro-petrolio. Crollano Seul e Tokyo, in calo anche i future di Wall Street
Le Borse asiatiche restano sotto forte pressione mentre crescono i timori per gli effetti della guerra in Medio Oriente sull’inflazione globale. Per il terzo giorno consecutivo gli indici regionali hanno registrato pesanti ribassi: l’Msci Asia Pacific arretra del 4,5%. A guidare le vendite è Seul, che crolla del 12%, seguita da Tokyo in calo del 3,6%. Sul fronte valutario lo yen si indebolisce ulteriormente nei confronti del dollaro, segnale di un clima di avversione al rischio sempre più marcato.
In rosso anche i future di Wall Street, mentre gli investitori continuano a uscire dai mercati asiatici temendo un’accelerazione dell’inflazione dovuta all’aumento del prezzo del petrolio. Dall’inizio della settimana, secondo Bloomberg, sono stati venduti circa 3,1 miliardi di dollari di azioni sudcoreane. A Taiwan si registrano deflussi per altri 3,6 miliardi.