Bordighera, la bimba era già morta: per il gip la madre viaggiò in auto col corpo per ore
Nell’ordinanza il giudice ricostruisce la notte tra l’8 e il 9 febbraio: la piccola sarebbe deceduta ore prima della chiamata al 118
La ricostruzione contenuta nell’ordinanza del gip getta nuova luce sulla tragedia avvenuta a Bordighera, dove una bambina di due anni è stata trovata senza vita nella casa in cui viveva con la madre. Secondo il giudice, Manuela A., 43 anni, ora in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, avrebbe viaggiato per chilometri con il corpo della figlia già privo di vita.
La donna, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe lasciato l’abitazione del compagno — anche lui indagato a piede libero per lo stesso reato — con la bambina già morta da diverse ore. Il gip ritiene che il decesso sia avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, in una finestra temporale compresa tra mezzanotte e le 2.
Nonostante ciò, la richiesta di intervento al 118 è arrivata soltanto alle 8.21 del mattino, quando la donna ha chiamato i soccorsi dalla sua abitazione di Bordighera. Per il giudice, a quell’ora non c’era più nulla da fare: la piccola era già deceduta da tempo.
Gli inquirenti stanno ora lavorando per chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti, quale ruolo abbia avuto il compagno e perché la madre non abbia chiesto aiuto immediatamente. L’indagine prosegue, mentre la comunità resta scossa da una vicenda che continua a rivelare dettagli sempre più inquietanti.