Bologna, il Pd chiede di vietare il presidio dell’estrema destra del 9 maggio

Scontro politico dopo l’episodio islamofobo alla moschea: “La città respinge odio e neofascismo”

05 maggio 2026 15:10
Bologna, il Pd chiede di vietare il presidio dell’estrema destra del 9 maggio - Bologna
Bologna
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Il Partito Democratico di Bologna torna a chiedere con decisione il divieto del presidio “Remigrazione e riconquista”, previsto per sabato 9 maggio e promosso da gruppi dell’estrema destra. La richiesta arriva dopo l’episodio definito islamofobo e razzista avvenuto il primo maggio nei pressi della moschea cittadina.

A farsi portavoce della posizione dem è il segretario provinciale Enrico Di Stasi, che sottolinea come Bologna “rigetti e abbia sempre rifiutato qualsiasi messaggio di odio, xenofobia, razzismo e fascismo”. Un orientamento che, secondo il Pd, deve tradursi anche in un intervento concreto per impedire lo svolgimento della manifestazione.

Nel mirino del segretario ci sono i contenuti dell’iniziativa, descritti come basati su “teorie farneticanti che riportano ai tempi più bui della nostra storia e ai totalitarismi”. Di Stasi richiama inoltre il valore simbolico della città, insignita della Medaglia d’Oro della Resistenza, ricordando il sacrificio pagato durante la lotta al fascismo.

Da qui la richiesta di fermare “continue sfide e oltraggi” rappresentati, secondo il Pd, da presidi considerati antidemocratici e neofascisti, accusati di “calpestare la Costituzione e normalizzare l’odio”. Critiche anche al Governo, ritenuto responsabile di autorizzare iniziative che rischiano di alimentare tensioni e provocazioni.

“Bologna non merita di essere strumentalizzata”, conclude Di Stasi, ribadendo la necessità di tutelare la convivenza civile e la sicurezza dei cittadini.

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