Bologna, 43enne muore dopo il fermo della polizia. La sorella: "Voglio giustizia"
Nel video le urla di Abderrahim Fakir: "Aiuto, basta, basta". Disposta l'autopsia, tensione nel quartiere
Un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, di origine marocchina e residente in Italia da 35 anni, è morto ieri in tarda mattinata nel quartiere Pilastro, a Bologna, al termine di un intervento della polizia.
A chiamare il 113 sono stati alcuni residenti dopo che l'uomo, nello spazio dei garage di via Svevo, aveva dato in escandescenze. Sul posto sono intervenute una volante della polizia e un'ambulanza del 118, mentre Fakir avrebbe iniziato a colpire l'auto della polizia. Secondo le prime ricostruzioni gli agenti avrebbero quindi fatto ricorso a spray urticante, mettendo poi in sicurezza l'uomo con delle fascette ai polsi.
Un video, che circola tra i residenti del quartiere, documenta i momenti del fermo: si vedono due agenti bloccare l'uomo a faccia in giù, tentando di ammanettarlo, mentre un terzo uomo — probabilmente un residente — lo aiuta tenendogli le caviglie. Attorno, due soccorritori assistono senza intervenire. Nelle immagini si sentono le urla di Fakir: "Aiuto, basta, basta". Dopo alcuni minuti l'uomo smette di dimenarsi e sembra perdere i sensi.
Poco dopo il fermo, Fakir ha accusato un malore ed è deceduto. Sul posto sono intervenuti il pubblico ministero, la Squadra mobile e il medico legale; l'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia per chiarire le cause della morte. I familiari riferiscono che l'uomo soffriva di problemi di salute.
Dura la reazione della sorella della vittima, che accusa gli agenti: "Lo hanno picchiato e ammazzato, ci sono testimoni, voglio giustizia". La giornata ha visto momenti di tensione nel quartiere, con cori di protesta contro la polizia da parte di residenti radunati sul luogo dei fatti.
Le circostanze esatte della morte sono ancora al vaglio degli inquirenti; alcuni dettagli riportati (come le cause del decesso) restano da accertare con l'autopsia.