Biennale, scontro sui fondi Ue: continuano le polemiche sul padiglione russo
Borgonzoni e Zaia attaccano Bruxelles dopo lo stop ai finanziamenti, mentre Calenda difende la scelta dell'Unione europea
Non si arrestano le polemiche dopo la decisione dell'Unione europea di sospendere i finanziamenti destinati alla Biennale in relazione alla vicenda del padiglione russo. La scelta di Bruxelles ha acceso il confronto politico, con dure prese di posizione da parte di esponenti della maggioranza e la replica delle opposizioni.
La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha definito la decisione «semplicemente inaccettabile», sostenendo che «l'Italia e i suoi luoghi d'arte sono liberi e democratici» e che «non c'è spazio per ricatti economici da parte di Bruxelles». Sulla stessa linea il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha parlato di un «atto di arroganza e di ostilità senza precedenti» da parte dell'Unione europea.
Di diverso avviso il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha difeso la posizione dell'Ue replicando a Zaia: «L'Ue deve contribuire a finanziare eventi che ospitano padiglioni di propaganda russa mentre aiuta l'Ucraina a difendersi dai russi?».