Biennale di Venezia, Bruxelles taglia i fondi: stop ai 2 milioni per il padiglione russo

La Commissione europea conferma la revoca del finanziamento dopo la riapertura dello spazio espositivo di Mosca. Insorge la Lega: "La cultura italiana non si piega a nessun diktat"

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 luglio 2026 08:13
Biennale di Venezia, Bruxelles taglia i fondi: stop ai 2 milioni per il padiglione russo -
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La Commissione europea ha formalizzato la decisione di revocare il finanziamento comunitario da 2 milioni di euro destinato alla Fondazione La Biennale di Venezia. Il provvedimento, comunicato attraverso i social dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, arriva come conseguenza diretta della riapertura del padiglione russo, avvenuta lo scorso maggio nonostante le pressioni contrarie arrivate da Bruxelles e da diversi governi europei.

Secondo l'esecutivo comunitario, la decisione segue un'attenta valutazione delle giustificazioni fornite dalla Fondazione, ritenute insufficienti a spiegare la scelta di riammettere la Russia alla kermesse artistica dopo l'esclusione decisa nel 2022 in seguito all'invasione dell'Ucraina. La raccomandazione è stata trasmessa all'Eacea, l'agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura, che dovrà ora procedere formalmente alla revoca del contratto di finanziamento, relativo al triennio 2025-2028.

Netta la posizione di Virkkunen, secondo cui i fondi pubblici europei destinati alla cultura dovrebbero servire a promuovere e tutelare i valori democratici, principi che, ha sottolineato, non trovano oggi riscontro nella Russia di Vladimir Putin.

La vicenda si trascina da mesi: già ad aprile la Commissione aveva avviato l'iter di revoca, concedendo alla Biennale trenta giorni di tempo per cambiare rotta o motivare la propria posizione. La Fondazione, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, ha invece confermato l'apertura del padiglione, pur se di fatto limitata dalla mancata concessione dei permessi per eventi pubblici.

Durissima la reazione della Lega, che parla di un'ingerenza inaccettabile da parte di Bruxelles e ribadisce che la cultura italiana non intende sottostare a imposizioni esterne, annunciando l'intenzione di chiedere al governo di coprire con risorse nazionali i fondi tagliati dall'Unione europea.

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