Belgrado, folla ai funerali di Mladic: bandiere e cori per il "Macellaio di Srebrenica"
Migliaia di persone rendono omaggio al criminale di guerra morto in carcere all'Aia. Bruxelles: "Inaccettabile glorificazione"
Migliaia di persone si sono riversate fin dalle prime ore del mattino nella chiesa di San Luca a Belgrado per l'ultimo saluto a Ratko Mladic, l'ex generale serbo-bosniaco condannato all'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità durante il conflitto degli anni '90 in Bosnia. Mladic è morto lo scorso agosto, a 84 anni, mentre scontava la pena nel carcere dell'Aia.
Dalle 7 del mattino la bara chiusa è stata esposta ai fedeli, molti dei quali l'hanno baciata mentre i sacerdoti ortodossi serbi celebravano il rito funebre. La polizia ha chiuso le strade attorno alla chiesa per gestire l'afflusso della folla, in gran parte composta da sostenitori con magliette che inneggiavano al defunto generale e bandiere serbe. Uno striscione srotolato lungo la via recitava: "Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare".
I funerali, organizzati con onori di Stato dal governo di Aleksandar Vučić, hanno suscitato la condanna dell'Unione Europea per la "glorificazione" di un uomo riconosciuto colpevole del massacro di Srebrenica, in cui oltre 8mila musulmani bosniaci furono uccisi nel 1995.
In Bosnia-Erzegovina, dove l'apologia di criminali di guerra è reato, nella sola scorsa settimana sono state presentate circa 76mila denunce contro chi ha pubblicamente esaltato Mladic, con oltre 930 procedimenti penali già avviati.