Bambina risucchiata dal bocchettone della piscina nel Trevigiano
La famiglia rompe il silenzio dopo il caso di Sestri Levante: "Se avesse avuto i capelli sciolti sarebbe stata una tragedia"
Momenti di paura in un centro ricreativo del Trevigiano, dove una bambina in gita con i compagni è rimasta con una gamba incastrata nel bocchettone della pompa di ricircolo della piscina. È accaduto giovedì 9 luglio: gli operatori del centro sono riusciti a liberarla spegnendo l'impianto, dopo che i tentativi di tirarla fuori manualmente non avevano avuto esito.
Portata al pronto soccorso, alla piccola è stato riscontrato un vistoso ematoma di dieci centimetri di diametro nel punto in cui l'acqua aveva risucchiato l'arto, oltre allo spavento: la notte successiva, raccontano i genitori, la bambina non è riuscita a dormire per l'angoscia.
La famiglia ha scelto di non denunciare la struttura, ma ha comunque presentato un esposto ai carabinieri. A spingerla a raccontare l'accaduto, riferisce il Corriere del Veneto, sono stati i ripetuti casi di cronaca legati alla sicurezza delle piscine, culminati nella morte della piccola Alice Ferrari, l'undicenne di Suisio rimasta con i capelli intrappolati nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante lo scorso 17 luglio.
"Se invece della gamba fosse stato un braccio? E se avesse avuto i capelli sciolti e non la cuffia? Sarebbe stata una tragedia", si chiedono i genitori, sottolineando come la retina di protezione della pompa non fosse al suo posto: sono stati loro stessi a ritrovarla, abbandonata nell'erba.