Attacco al TurkStream, Orban accusa Kiev e invia soldati
Il rivale Magyar: “Mossa pilotata per influenzare il voto”. Tensione alta alla vigilia delle elezioni ungheresi
Alla vigilia delle elezioni in Ungheria, il primo ministro Viktor Orbán lancia un grave allarme sicurezza, accusando l’Ucraina di aver tentato il sabotaggio del gasdotto TurkStream, una delle principali arterie di approvvigionamento energetico per il Paese.
Le dichiarazioni arrivano dopo che le autorità della Serbia hanno reso noto il ritrovamento di circa quattro chilogrammi di esplosivo nella località di Magyarkanizsa, in Vojvodina, nei pressi di un’infrastruttura collegata al gasdotto. Un episodio che ha immediatamente fatto salire la tensione nella regione, già segnata dalle ripercussioni della guerra in corso.
Da Kiev, tuttavia, è arrivata una smentita netta: il governo ucraino ha respinto “categoricamente” ogni accusa, definendola infondata e priva di prove. Nonostante ciò, Orbán ha annunciato l’invio di unità militari per rafforzare la sicurezza degli impianti energetici strategici, sottolineando la necessità di proteggere gli interessi nazionali in un contesto internazionale sempre più instabile.
Sul piano politico interno, la vicenda si intreccia con il clima elettorale. A poche ore dal voto, il principale sfidante del premier, Péter Magyar, ha accusato il governo di strumentalizzare l’allarme sicurezza: “È una mossa pilotata per influenzare il voto”, ha dichiarato, insinuando che la gestione della crisi possa avere finalità elettorali.
Intanto, cresce l’attenzione internazionale su Budapest, dove è atteso il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in una visita che si inserisce in un contesto geopolitico delicato. Le elezioni ungheresi rappresentano infatti un banco di prova anche per il sovranismo europeo e per l’influenza delle politiche promosse dall’ex presidente Donald Trump, che continuano a esercitare un impatto su diversi governi del continente.
Con la sicurezza energetica e la stabilità politica al centro del dibattito, il voto di domenica si preannuncia come uno snodo cruciale non solo per l’Ungheria, ma per l’intero equilibrio europeo.