'Amare non è possesso', addio a Lorena morta di femminicidio. La mamma col suo orsacchiotto
Chiesa gremita, il cugino: 'Non era più serena'
Fiocchi e palloncini rossi, rose bianche e un orsacchiotto stretto tra le mani della madre: così Squinzano ha dato l'ultimo saluto a Lorena Iscieri, uccisa in un femminicidio che ha sconvolto l'intera comunità. Al passaggio del feretro, il padre ha accarezzato la bara mentre amici, parenti e cittadini si stringevano commossi attorno alla famiglia.
"Non era più serena, negli ultimi tempi la vedeva turbata", ha raccontato un cugino della vittima durante il corteo funebre. Nell'omelia, pronunciata davanti a una chiesa gremita, il parroco ha ammonito i presenti: "L'amore non è possesso".
Lorena era stata sequestrata, legata e gettata ancora viva da un viadotto dal presunto responsabile, Federico Vella. Il caso ha suscitato cordoglio ben oltre i confini pugliesi: a Firenze, il David di Michelangelo è stato illuminato di rosso in segno di lutto e vicinanza.