Alta tensione sul decreto Sicurezza, il Colle attende chiarimenti

Nodo sulla norma riguardante avvocati e migranti: maggioranza al lavoro per evitare lo stallo

A cura di Glauco Valentini Redazione
20 aprile 2026 19:28
Alta tensione sul decreto Sicurezza, il Colle attende chiarimenti -
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Clima sempre più teso alla Camera sul decreto Sicurezza, mentre dal Quirinale filtra attesa per una soluzione condivisa da parte della maggioranza. Al centro dello scontro politico c’è la norma che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che assistono migranti nelle pratiche di rimpatrio volontario, qualora i loro assistiti scelgano di rientrare nei Paesi d’origine.

La disposizione è finita nel mirino dell’opposizione e delle Camere penali, che ne contestano la possibile incostituzionalità. I rilievi riguardano in particolare il rischio di compromettere l’autonomia della difesa e di introdurre un meccanismo considerato improprio nell’ambito delle garanzie legali.

Nel tentativo di superare l’impasse, Forza Italia ha proposto di chiarire l’interpretazione della norma attraverso un ordine del giorno, senza intervenire direttamente sul testo del decreto. Una soluzione che, tuttavia, non appare sufficiente a garantire il via libera del Presidente della Repubblica, chiamato a firmare il provvedimento.

I tempi stringono: il decreto, già approvato con voto di fiducia al Senato la scorsa settimana, dovrà essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la sua decadenza.

In serata, il sottosegretario Alfredo Mantovano si è recato al Colle per un confronto con il Capo dello Stato, segnale di un dialogo istituzionale in corso per sciogliere i nodi ancora aperti ed evitare un possibile stop al provvedimento.

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