Alpinisti bloccati sul Monte Bianco, il sindaco nega l’elisoccorso: "Possono scendere a piedi"
Alcuni alpinisti hanno affrontato la discesa a piedi, altri hanno utilizzato un elicottero privato a proprie spese
Trentadue alpinisti sono rimasti bloccati al rifugio Goûter, a circa 3.800 metri di quota, lungo la via normale francese del Monte Bianco. Il gruppo aveva raggiunto la struttura nonostante gli avvisi delle compagnie delle guide alpine di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur, che sconsigliavano l’ascesa a causa del rischio di caduta massi legato alle temperature anomale.
Poche ore dopo, il rifugio è stato chiuso e gli alpinisti hanno chiesto l’intervento di un elicottero della Protezione civile o della Gendarmerie. La richiesta, però, è stata respinta dal sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, nel cui territorio ricade l’itinerario.
Il primo cittadino ha spiegato che, una volta tornate calme le condizioni del couloir del Goûter, non vi erano impedimenti alla discesa a piedi. Peillex ha inoltre sottolineato come gli alpinisti avessero scelto di proseguire nonostante le raccomandazioni ufficiali a rinunciare all’ascensione o a considerare attentamente il pericolo delle scariche di pietre.
Nei giorni precedenti, il sindaco aveva disposto la chiusura dei rifugi Goûter e Tête Rousse, invitando gli alpinisti a rinunciare alla salita: «È la montagna a dettare le sue regole e ogni alpinista deve dimostrare umiltà».
Alla fine, parte del gruppo è scesa a piedi, mentre altri hanno scelto di affidarsi a un elicottero privato, sostenendone direttamente il costo.
Peillex ha definito la decisione un possibile punto di svolta per le regole del soccorso in montagna, auspicando che gli interventi siano riservati alle situazioni di reale necessità e che eventuali comportamenti imprudenti possano comportare costi a carico di chi li mette in atto.