Aggiotaggio sulle quote della Lazio, perquisiti i vertici della Banca del Fucino e Bisignani
L'accusa: notizie false diffuse per spingere Lotito a cedere il club. Coinvolti il presidente Masi, l'ad Maiolini e il giornalista, indagati dalla Dda di Roma
Avrebbero diffuso notizie false sulla SS Lazio con l'obiettivo di alterare il valore delle azioni del club e spingere Claudio Lotito a cederne il controllo. È quanto contestano i pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma al presidente e all'amministratore delegato della Banca del Fucino, Mauro Masi e Francesco Maiolini, e al giornalista Luigi Bisignani, nell'ambito di un'inchiesta per aggiotaggio. Questa mattina i tre sono stati sottoposti a perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma.
Secondo il capo d'imputazione, le condotte contestate per manipolazione del mercato vanno dal giugno 2024 e sarebbero tuttora in corso. Nel dettaglio, gli indagati avrebbero fatto circolare, tramite social network e il quotidiano Il Tempo, informazioni infondate su un'imminente cessione del pacchetto azionario di controllo della società da parte di Lotito, sullo stato di dissesto delle sue società e sulla presunta intenzione del presidente biancoceleste di far retrocedere volutamente la squadra in una serie minore per incassare il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro.
Gli inquirenti stanno ora cercando di stabilire se dietro la campagna di pressione esista una "regia unitaria" e chi ne siano gli eventuali mandanti.