Addio ad Alex Zanardi, l’abbraccio di Padova: in duemila per l’ultimo saluto
Campioni, famiglia e gente comune riuniti nella basilica: “Trovare il sorriso nelle piccole cose”, le parole del figlio Niccolò
Una folla composta e commossa, oltre duemila persone, ha riempito la basilica per l’ultimo saluto a Alex Zanardi. Un tributo sentito, fatto di silenzi, applausi e lacrime, che ha unito gente comune e grandi nomi dello sport, accorsi per rendere omaggio a un simbolo di forza e rinascita.
Tra i presenti anche Bebe Vio e Alberto Tomba, testimoni di quanto Zanardi abbia segnato non solo il mondo delle competizioni, ma anche quello umano. Un esempio che va oltre le vittorie, capace di parlare a generazioni diverse.
Il momento più toccante è arrivato con le parole del figlio Niccolò: “Non serve essere lui per avere una vita meravigliosa. Auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi”. Una riflessione semplice e profonda, che racchiude l’eredità morale lasciata dal campione.
Accanto a lui, la moglie Daniela ha trovato la forza di ringraziare tutti: “Siete stati immensi”, ha detto rivolgendosi alla folla e a chi, in questi anni, non ha mai fatto mancare affetto e sostegno.
All’uscita della bara dalla chiesa, le note di Ti insegnerò a volare, scritto da Francesco Guccini e Roberto Vecchioni proprio per Zanardi, hanno accompagnato l’ultimo viaggio. Un saluto che è sembrato più una promessa: quella di continuare a volare, anche oltre il dolore.