Addio a Giancarlo Ferretti, il “Sergente di ferro” del ciclismo italiano
Morto a 85 anni nel giorno del compleanno, fu gregario di Gimondi e storico uomo d’ammiraglia di Bianchi, Ariostea e Fassa Bortolo
È morto domenica 9 agosto, proprio nel giorno del suo 85° compleanno, Giancarlo Ferretti, storico direttore sportivo del ciclismo italiano. Originario di Lugo e residente a San Bernardino, era conosciuto nel mondo delle due ruote con il soprannome di “Sergente di ferro”, per il carattere deciso e l’inconfondibile stile alla guida delle sue squadre. Ferretti lascia la moglie Rosalba, i figli Federica e Davide e la sorella Aida. La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e ricordi da parte di appassionati, addetti ai lavori e protagonisti del ciclismo. La sua storia sportiva iniziò da corridore nel Baracca Lugo, prima delle esperienze con Rinascita di Ravenna e Vital di Fusignano. Nel 1971 guidò i dilettanti della Rinascita alla conquista della Coppa Italia. Due anni più tardi entrò nel professionismo come direttore sportivo della Bianchi, al fianco di Felice Gimondi, con il quale aveva condiviso anche gli anni da corridore. Da professionista, Ferretti aveva corso dal 1963 al 1970 con Legnano, Sanson e Salvarani. Non riuscì a conquistare vittorie, ma costruì proprio in quel periodo il legame più importante della sua carriera, quello con Gimondi, di cui fu gregario fidato e amico. Dall’ammiraglia Ferretti avrebbe poi accompagnato alcune delle pagine più significative del ciclismo italiano, lavorando con formazioni come Bianchi, Ariostea e Fassa Bortolo e contribuendo alla crescita di numerosi grandi campioni. Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più riconoscibili del ciclismo italiano del secondo Novecento, protagonista di oltre sessant’anni di storia delle due ruote, prima in bicicletta e poi dall’ammiraglia.