Addio a Daniele Compatangelo, il corrispondente de La7 dietro il caso Trump-Meloni
Stroncato da un malore improvviso nella sua casa ad Arlington all'età di 50 anni
Il giornalista, 50 anni, colto da un malore ad Arlington. Un mese fa la telefonata con il presidente Usa che aveva scatenato lo scontro diplomatico con Palazzo Chigi
È morto Daniele Compatangelo, corrispondente da Washington per La7, stroncato da un malore improvviso nella sua casa ad Arlington all'età di 50 anni. A darne notizia è stata la madre, che ha confermato il decesso all'ANSA.
Il suo nome era tornato alla ribalta delle cronache politiche italiane solo un mese fa, quando aveva realizzato un'intervista telefonica con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, andata in onda a "L'Aria che tira". Nella conversazione, raccolta subito dopo il G7 di Evian, Trump aveva raccontato che la premier Giorgia Meloni gli avrebbe chiesto con insistenza di scattare una foto insieme, parole che avevano provocato un vero e proprio caso diplomatico e una dura reazione della presidente del Consiglio.
Nato a Savona e cresciuto a Torino, dopo aver vissuto a Roma si era stabilito da anni negli Stati Uniti. Alle spalle aveva 25 anni di carriera, durante i quali aveva collaborato con diverse testate, tra cui Sky e Il Secolo XIX, e curato uffici stampa di primo piano. Da inviato sportivo, aveva seguito otto edizioni dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 a Londra 2012.
Profondo il cordoglio nel mondo del giornalismo. Il direttore di La7 Andrea Salerno lo ha ricordato come "un collaboratore prezioso e raro" per la sua voglia di raccontare "sempre, e con precisione e allegria", aggiungendo che "mancherà". Parole di affetto anche da David Parenzo, conduttore de "L'Aria che tira", che lo ha definito non solo un grande professionista ma anche un vero amico.