Addio a Beppe Savoldi, il “Re del Gol” che cambiò il calciomercato italiano

Dai 168 gol in Serie A al trasferimento da 2 miliardi: la vita e la carriera di un centravanti che segnò un’epoca

A cura di Glauco Valentini Redazione
26 marzo 2026 21:02
Addio a Beppe Savoldi, il “Re del Gol” che cambiò il calciomercato italiano -
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Beppe Savoldi, uno dei centravanti più iconici del calcio italiano degli anni Settanta, è morto oggi a Bergamo all’età di 79 anni. La sua storia sportiva non si misura soltanto nei numeri — pur imponenti — ma nell’impatto che ebbe su un’epoca in cui il calcio stava cambiando volto.

Con 168 gol in Serie A, Savoldi fu protagonista prima a Bologna e poi a Napoli, distinguendosi per un repertorio completo: colpi di testa, rovesciate, fiuto del gol e una presenza in area che lo resero un beniamino delle tifoserie. Un attaccante moderno, capace di unire tecnica e potenza in un calcio che viveva ancora di marcature a uomo e duelli fisici.

Il suo nome, però, resta legato soprattutto al trasferimento che nel 1975 fece scalpore: il passaggio dal Bologna al Napoli per una cifra complessiva di 2 miliardi di lire, un record assoluto per l’epoca. Il presidente Corrado Ferlaino sborsò 1 miliardo e 400 milioni in contanti, aggiungendo uno scambio di giocatori valutato altri 600 milioni. Un’operazione che segnò un cambio di paradigma, aprendo la strada a un nuovo modo di concepire il valore dei calciatori.

A Napoli Savoldi trovò un ambiente caloroso e ambizioso, diventando subito un punto di riferimento e contribuendo alla conquista della Coppa Italia e della Coppa delle Coppe. Prima ancora, a Bologna, aveva lasciato un segno indelebile con il titolo di capocannoniere della Serie A nel 1973.

La sua scomparsa chiude il capitolo di un calcio diverso, fatto di campioni che sapevano emozionare senza bisogno di riflettori esasperati. Savoldi rimane il simbolo di un’epoca e di un modo di interpretare il ruolo di centravanti che oggi appartiene alla memoria collettiva del nostro sport.

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