Accuse di doping, Nada Germania non analizzerà urina "residuale" di Alex Schwazer

L'atleta rinuncerà alle controanalisi

A cura di Redazione Redazione
26 giugno 2026 09:20
Accuse di doping, Nada Germania non analizzerà urina "residuale" di Alex Schwazer - Alex Schwazer PH ANSA
Alex Schwazer PH ANSA
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Si complica ulteriormente la vicenda che vede coinvolto il marciatore azzurro Alex Schwazer. La Nada Germany ha infatti comunicato di aver fissato per il prossimo 6 luglio alle ore 10, a Colonia, l’apertura e l’analisi delle provette B relative alla positività all’eritropoietina riscontrata dopo un controllo effettuato in Germania, episodio che ha portato alla sospensione cautelare dell’atleta italiano.

La notizia è stata resa nota dall’ufficio stampa dello stesso Schwazer, che però ha contestualmente chiarito come non verrà eseguita l’analisi della cosiddetta urina “residuale” raccolta durante il controllo antidoping del 26 aprile scorso. Si tratta della verifica richiesta espressamente dall’atleta come condizione per procedere alla controanalisi.

Secondo la Nada tedesca, infatti, questo ulteriore esame non rientrerebbe nelle procedure previste dal Codice antidoping internazionale e mancherebbe inoltre una regolare Chain of Custody, vale a dire il sistema di tracciabilità documentale e cronologica richiesto dalla normativa Wadc/Nadc e dagli standard internazionali di laboratorio.

Una decisione che ha spinto Schwazer a fare marcia indietro. L’ex campione olimpico, come già anticipato nei giorni scorsi, ha infatti deciso di rinunciare alla controanalisi, dichiarando di non avere alcuna fiducia nei controlli effettuati presso la stessa struttura già finita al centro delle polemiche nel controverso caso doping del 2016.

Nel comunicato viene ricordato come il laboratorio coinvolto fosse già stato oggetto delle valutazioni contenute nell’ordinanza del Tribunale di Bolzano, emessa nell’ambito dell’incidente probatorio legato proprio alla precedente vicenda giudiziaria di Schwazer. In quel procedimento si parlava di un accertamento con “alto grado di credibilità razionale” sull’ipotesi di alterazione dei campioni di urina dell’atleta, manipolati per farli risultare positivi.

Sul fronte legale resta alta l’attenzione. L’avvocato Gerhard Brandstaetter, che assiste il marciatore altoatesino, ha ribadito piena fiducia nell’innocenza del proprio assistito e ha richiesto tutta la documentazione tecnica relativa alle analisi del campione A.

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