Acca Larenzia, tutti prosciolti per i saluti romani alla commemorazione del 2024
Il gup di Roma: non costituiscono reato nel contesto commemorativo. La Procura contestava le leggi Mancino e Scelba
Nessun processo per i saluti romani eseguiti durante la commemorazione della strage di Acca Larenzia del 7 gennaio 2024. Il giudice per l’udienza preliminare di Roma ha prosciolto 29 imputati, quasi tutti militanti di CasaPound, accusati di aver violato le leggi Mancino e Scelba mentre rendevano omaggio ai tre giovani del Fronte della Gioventù uccisi nel 1978.
Secondo la Procura, il gesto avrebbe integrato una manifestazione di apologia del fascismo e di discriminazione, ma il gup ha ritenuto che il contesto commemorativo non configurasse reato. La decisione richiama un orientamento già espresso dalla Corte di Cassazione, secondo cui il saluto romano, se compiuto durante cerimonie celebrative e non accompagnato da finalità di propaganda, non integra automaticamente una condotta penalmente rilevante.
Il difensore dei militanti di CasaPound, Domenico Di Tullio, ha sottolineato proprio questo precedente giurisprudenziale, ribadendo che la Suprema Corte ha più volte escluso la rilevanza penale del gesto quando inserito in un contesto di memoria storica e non di riorganizzazione del disciolto partito fascista.
La decisione del gup chiude così il procedimento avviato dopo le immagini diffuse durante la commemorazione del 2024, che avevano riacceso il dibattito pubblico sull’uso del saluto romano nelle manifestazioni politiche e nelle ricorrenze legate alla destra radicale.