Abusi sulla 13enne, scontro tra Procura, Anm e governo
Il pm ricorre al Riesame contro la decisione del gip. L'Anm attacca gli "attacchi scomposti" della politica, mentre Nordio difende l'invio degli ispettori
Non si placano le polemiche a Torino sul caso del 42enne accusato di violenza sessuale su una tredicenne, avvenuta la scorsa settimana in un minimarket del quartiere Madonna di Campagna. L'uomo, arrestato in flagranza grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza, era stato scarcerato dal gip dopo due notti di custodia, con la sola misura dell'obbligo di firma: decisiva, secondo il giudice, la sua collaborazione e il pentimento mostrato in udienza.
La Procura, che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ha ora presentato ricorso al Tribunale del Riesame per contestare il provvedimento. Sarà dunque un collegio diverso a valutare nuovamente la posizione dell'indagato.
Sul piano politico-istituzionale, intanto, cresce la tensione tra il ministero della Giustizia e la magistratura. Il ministro Carlo Nordio ha disposto l'invio di ispettori al Tribunale di Torino, sottolineando di non voler interferire con l'autonomia dei giudici ma di aver agito per l'eccezionalità del caso e l'allarme sociale suscitato. Una scelta che il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango, ha definito non ortodossa, parlando più in generale di attacchi scomposti da parte di alcuni esponenti dell'esecutivo. Tango ha comunque riconosciuto che la decisione del gip può essere criticata, ricordando però che l'ordinamento prevede già gli strumenti per contestarla, a partire dal Riesame.
La vicenda continua a dividere anche il mondo politico, con richieste bipartisan di chiarimenti e nuove proposte, tra cui quella della Lega sulla castrazione chimica per i reati di questo tipo.